La RAI ocupada durante 15 minutos por amigas/os de Euskal Herria

El viernes a la tarde 30 personas ocuparon la sede que la Televisión Pública Italiana (RAI) tiene en Milán y dejaron un comunicado de denuncia.
En el comunicado denunciaron que en general en los grandes medios italianos y en particular en la telvisión pública "se esconden y/o manipulan las alarmantes noticias que llegan desde Euskal Herria". Portaban una pancarta en la que se leía "Quien censura la información es complice de la represión".
En el comunicado denuncian al presidente del Estado españo Jose Luis Rodríguez Zapatero "porque quiere hacer desaparecer a una de las naciones más antiguas de Europa, y para ello viola las más elementales libertades humanas".
Dan ejemplos de las mismas y añaden que en los grandes medios de comunicación italianos no aparecen las torturas, las detenciones preventivas y la represión en general, además estos grandes medios de comunicación no informan de la situación que viven sus colegas en Euskal Herria donde se cierran periódicos, revistas y radios.
Nombran como muestra de lo que dicen el último informe del relator especial de la ONU Martin Scheinin.
A modo de conclusión añaden que "los medios de comunicación dependientes del poder en tanto en cuanto esconden o manipulan las noticias de Euskal Herria dejan sin el derecho básico de información a los ciudadanos y además se convierten en complices de esas acciones antidemocráticas. Aquí podéis escuchar la entrevista con Paolo de EHL de Milán.
Comunicado en italiano:
CHI CENSURA L'INFORMAZIONE E' COMPLICE DELLA REPRESSIONE
Siamo profondamente sconcertati dal comportamento dei media italiani e dall'organo che dovrebbe rispecchiare più di tutti l'informazione democratica e pluralista, cioè la televisione pubblica, per il fatto che vengano oscurate, nascoste, manipolate volontariamente tutte le notizie allarmanti che stanno arrivando dai Paesi Baschi.
Nel cuore della “democratica” Europa esiste una situazione di vero e proprio stato d'eccezione: il governo spagnolo di Zapatero stà cercando di distruggere in tutti i modi la vita di milioni di persone che vivono in un Paese che si chiama Euskal Herria, una delle nazioni più vecchie del nostro continente, una nazione che sta soffrendo una vera guerra lanciata su tutti i fronti contro le libertà fondamentali dell'uomo.
VOGLIAMO DENUNCIARE IL SILENZIO DI TUTTI GLI ORGANI DI STAMPA E DI INFORMAZIONE di fronte alle decine di casi di tortura che sistematicamente si effettuano nei vari commissariati delle polizie presenti sul territorio basco; nessun organo d'informazione che parli di quanta repressione sta vivendo da molti anni il popolo basco; nessun organo che difenda la libertà di stampa in un paese nel quale vengono chiusi e dichiarati “fuori legge” giornali, radio, canali televisivi, dove la rappresentanza sociale e politica di un intero popolo viene dichiarata “illegale”, strumentalizzando e falsificando elezioni “democratiche”, un paese dove vengono attuati arresti preventivi verso settori della società che fanno della partecipazione alla vita pubblica un esempio mondiale, dove vengono dichiarati fuori legge associazioni giovanili, organizzazioni di difesa dei lavoratori, associazioni di detenuti politici e i loro familiari.....
Tutta la stampa internazionale è complice di quello che sta accadendo nei Paesi Baschi, connivente a poteri di oligarchie imperialiste che utilizzano il capitalismo come un'arma per la distruzione dei popoli.
La stampa italiana e gli organi di informazione hanno dato pochissimo risalto al rapporto uscito due settimane fa dall'O.N.U dove, dopo una visita effettuata da un commissario dell'organizzazione lo scorso anno nello stato Spagnolo, si evidenziano situazioni sconvolgenti rispetto alla mancanza di condizioni democratiche di confronto politico riguardo alla rappresentanza istituzionale e sociale, dove si notano passaggi preoccupanti rispetto all'utilizzo della tortura.
La mancanza di informazione democratica è il mezzo con il quale i governi cercano di modificare le coscienze, i saperi, è il metodo che permette ai governanti dei vari stati di nasconde i progetti distruttivi, antidemocratici e repressivi che vengono utilizzati contro chi lotta contro il potere dominante, per un modo giusto, di inclusione sociale contro il fascismo strisciante.
Un'informazione imbavagliata è complice di tutto quello che sta accadendo, partecipando attivamente alla guerra contro uomini e donne dei Paesi Baschi che chiedono una soluzione democratica del conflitto e la possibilita' di una confrontazione politica leale.
CHE IL POPOLO POSSA ESSERE INFORMATO E QUINDI POSSA PENSARE , METTE PAURA AI GOVERNANTI. MA NOI NON ABBIAMO PAURA.
¡Viva i Paesi Baschi Liberi! ¡Gora Euskal Herria Askatuta!
Euskal Herriarren Lakunak Milano Amici e Amiche dei Paesi Baschi www.askapena.org







